GDPR e Digital Omnibus: Le Novità Privacy per il 2026
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Mentre il 2025 volge al termine, l’Unione Europea sta preparando il terreno per una nuova era della regolamentazione digitale. La proposta del “Digital Omnibus”, pubblicata a novembre 2025, mira a riformare e armonizzare il quadro giuridico esistente, toccando GDPR, AI Act e Data Act.
Per le aziende e i professionisti del web, il 2026 si preannuncia come un anno di adeguamento significativo. Ecco le principali novità.
1. Semplificazione della Cookie Law (Finalmente?)
Una delle proposte più attese riguarda la gestione dei cookie. L’obiettivo è ridurre la “cookie fatigue” che affligge gli utenti. Le nuove regole propongono:
- Meccanismi di Consenso Semplificati: Un’opzione per accettare o rifiutare i cookie con un solo clic.
- Durata del Consenso: Se un utente rifiuta il tracciamento, la sua scelta dovrà essere rispettata per almeno 6 mesi, durante i quali non potrà essere richiesto nuovamente il consenso tramite pop-up invasivi.
- Gestione Centralizzata: Possibile integrazione delle preferenze privacy direttamente a livello di browser o dispositivo, rendendo superflui molti banner attuali.
2. AI Training e “Legittimo Interesse”
L’addestramento dei modelli di Intelligenza Artificiale è stato un punto dolente per la privacy. Il Digital Omnibus cerca di chiarire le regole:
- Base Giuridica: Viene proposto di codificare esplicitamente il “Legittimo Interesse” come base valida per il trattamento di dati personali destinati al training di modelli AI, a patto che vi siano garanzie adeguate (come la pseudonimizzazione).
- Dati Biometrici: Previste nuove esenzioni per l’uso di dati biometrici (es. riconoscimento facciale) quando utilizzati per la verifica dell’identità sotto il controllo dell’utente, riducendo la burocrazia per servizi di sicurezza.
3. Modifiche al GDPR: Breach e Dati Personali
Il regolamento generale sulla protezione dei dati potrebbe subire ritocchi mirati per alleggerire il carico sulle imprese:
- Notifica Violazioni: La scadenza per notificare un data breach potrebbe passare da 72 a 96 ore. Inoltre, l’obbligo scatterebbe solo per violazioni ad “alto rischio” per i diritti degli individui, filtrando gli incidenti minori.
- Ridefinizione di Dato Personale: Si discute di restringere la definizione per escludere i dati anonimizzati o pseudonimizzati in modo robusto, dove la ri-identificazione non è “ragionevolmente probabile”.
Cosa Significa per il Tuo Sito nel 2026?
Queste modifiche puntano a un equilibrio tra protezione dei dati e innovazione tecnologica. Per i gestori di siti web e app, le priorità per il 2026 saranno:
- Rivedere le CMP (Consent Management Platforms): Assicurarsi che i banner siano conformi alle nuove regole “anti-fatica”.
- Aggiornare le Privacy Policy: Specificare chiaramente se e come i dati vengono usati per addestrare sistemi AI.
- Audit dei Dati: Verificare se i dati raccolti rientrano nelle nuove definizioni e se si può beneficiare delle procedure semplificate per il “legittimo interesse”.
Il 2026 non sarà l’anno della deregolamentazione, ma (si spera) l’anno della razionalizzazione. Meno burocrazia inutile, più protezione effettiva.