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Fino a ieri, Google “vedeva” un’immagine solo leggendo il suo Alt Text.
Nel 2026, con l’architettura multimodale di Gemini, il motore di ricerca analizza i pixel. Capisce se la foto ritrae una “scarpa da running rossa” o una “scarpa da ginnastica bordeaux”, anche se il nome del file è IMG_1234.jpg.
Questo apre l’era della SEO Multimodale. Non ottimizziamo più solo testo per query testuali. Ottimizziamo asset (video, immagini, audio) per query miste (es. utente che fotografa una vite rotta e chiede “come svito questa?”).
La Matematica: Cosa sono i Vector Embeddings?
Per un computer, testo e immagini sono solo numeri. Un modello AI trasforma un’immagine in un “vettore” (una lista di 1.536 numeri). Due vettori vicini nello spazio matematico sono semanticamente simili. L’obiettivo SEO è far sì che il Vettore della tua Immagine sia vicinissimo al Vettore della Query dell’Utente.
Checklist Operativa Multimodale
1. Coerenza Semantica Testo-Immagine
Non usare immagini stock decorative. L’AI penalizza la “dissonanza cognitiva”. Se il paragrafo parla di “SEO Tecnico”, l’immagine deve mostrare codice HTML o grafici di server, non persone che si stringono la mano. La vicinanza tra il vettore del testo circostante e quello dell’immagine è un fattore di ranking.
2. Video SEO: Oltre i Titoli
Google indicizza l’audio dei video.
- Trascrizione Obbligatoria: Includi sempre la trascrizione completa nella pagina. È testo puro che nutre il ranking.
- Key Moments: Usa il markup
Clipper dire a Google: “Al minuto 04:20 si parla di Configurazione DNS”.
3. Circle-to-Search Optimization
Con la funzione “Cerchia e Cerca” su Android, ogni pixel del tuo sito è una query potenziale.
Se vendi moda, le tue foto devono essere in alta risoluzione e non avere watermark che confondono l’OCR.
Assicurati che i prodotti nelle foto lifestyle siano taggati con Schema.org/Product per collegare l’ispirazione visiva alla pagina di acquisto.
In un mondo dove il 40% delle ricerche Gen-Z inizia su TikTok o Instagram, la SEO deve uscire dalla gabbia del testo.