Google AI Mode in Italia: cosa cambia per la SEO e come si misura in GA4

·8 min lettura·Claudio Novaglio
Google AI Mode in Italia: cosa cambia per la SEO e come si misura in GA4
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Google AI Mode è la modalità conversazionale della Ricerca Google, disponibile in Italia e in italiano dall'8 ottobre 2025, quando Google l'ha estesa a 36 nuove lingue e a quasi 50 nuovi paesi (blog Google Italia, 8 ottobre 2025). Si apre dalla scheda "AI Mode" nella pagina dei risultati, dall'app Google per Android e iOS o dall'indirizzo google.com/ai. Invece di una lista di dieci link, restituisce una risposta scritta da un modello Gemini personalizzato per la Ricerca, con le fonti linkate a lato.

Per chi fa SEO cambiano tre cose. Primo: una singola domanda dell'utente viene scomposta in molte sotto-ricerche (query fan-out), quindi si compete su domande che non compaiono in nessun keyword tool. Secondo: essere citati come fonte conta almeno quanto essere in prima pagina, perché l'utente vede la risposta prima dei link. Terzo: in GA4 i click da AI Mode arrivano come Ricerca organica e non sono distinguibili da un click classico, mentre il nuovo canale "Assistente AI" copre solo i chatbot esterni.

Come funziona AI Mode: query fan-out e fonti

AI Mode non esegue una ricerca sola: scompone la domanda in sotto-argomenti e lancia in parallelo numerose ricerche, poi assembla la risposta a partire dai risultati. Google la chiama tecnica di query fan-out e la descrive così nel post di lancio italiano: "scompone la vostra domanda in sottotemi ed esegue contemporaneamente numerose ricerche per voi" (blog Google Italia, 8 ottobre 2025). La stessa tecnica è documentata nella guida Search Central sulle funzionalità AI, che la attribuisce sia ad AI Mode sia ad AI Overviews (Search Central, AI features).

Due dettagli contano per chi lavora sui contenuti:

  • Le sotto-query sono invisibili. Se chiedi "conviene passare al server-side tagging per un e-commerce da 5.000 ordini al mese?", il sistema può cercare separatamente costi di Cloud Run, impatto sul consent, differenze con il tagging client-side, casi per volume. Una pagina viene pescata da una di queste ricerche interne, non dalla query originale.
  • Il ranking sotto è lo stesso. Google dichiara che AI Mode "si basa sui nostri sistemi di qualità e di ranking principali" (stessa fonte). Le sotto-ricerche usano l'indice e i sistemi della Ricerca normale, quindi una pagina che non si posiziona per nulla difficilmente viene ripescata da AI Mode.

AI Overviews è un riquadro che compare sopra i risultati tradizionali, per una parte delle query, senza che l'utente lo chieda. AI Mode è una scheda separata che l'utente sceglie, in cui la risposta è l'intera esperienza e i link sono di contorno; supporta domande di follow-up e mantiene il contesto della conversazione. Sul piano tecnico le due funzionalità condividono fan-out, indice e sistemi di ranking.

ChatGPT Search e gli altri motori di risposta usano indici e criteri propri, non i sistemi di ranking di Google. Soprattutto, passano un referrer riconoscibile, ed è per questo che in GA4 si misurano in modo diverso. Il confronto tra i due modelli di motore è nell'articolo su ChatGPT Search contro Google.

Quanto è cresciuto AI Mode in Italia

L'interesse di ricerca per AI Mode in Italia è cresciuto di circa trenta volte in undici mesi. Il volume mensile della query "google ai mode" secondo i dati DataForSEO (fonte Google Ads), Italia, estratti a settembre 2026:

MeseVolume "google ai mode" (Italia)
Settembre 20251.600
Ottobre 202514.800
Aprile 202622.200
Giugno 202633.100
Luglio 202640.500
Agosto 202649.500

La query più specifica "ai mode google italia" è passata da 50 ricerche mensili a settembre 2025 a 3.600 ad agosto 2026 (dati DataForSEO, Italia, settembre 2026). Sono volumi di ricerca navigazionale, cioè persone che cercano la funzione per nome, non una misura di quante query passano da AI Mode: Google non pubblica quel dato per l'Italia. Il salto tra settembre e ottobre 2025 coincide con il lancio ufficiale. La crescita costante da aprile in poi indica che l'uso non è rimasto confinato ai primi curiosi.

Cosa cambia per la SEO

La conseguenza pratica del query fan-out è che un contenuto viene valutato per la sua capacità di rispondere a una sotto-domanda precisa, non per la copertura generica di un tema. Google ripete che non esistono requisiti aggiuntivi né ottimizzazioni speciali per comparire in AI Overviews o AI Mode (Search Central, AI features; Search Central blog, maggio 2025). Sul piano editoriale, però, alcune scelte pesano più di prima.

Coprire le sotto-domande, non solo la query principale

Un articolo su un argomento ampio ha più probabilità di essere citato se ogni sezione risponde in modo completo a una domanda specifica. Il metodo che uso: parto dalla query principale ed elenco le 5-8 domande che una persona competente farebbe per arrivare a una decisione. Poi verifico che ognuna abbia un H2 o H3 con una risposta autonoma nelle prime due frasi.

Struttura answer-first

La prima frase di ogni sezione deve reggere da sola se estratta. Un modello che assembla una risposta da dieci fonti privilegia i passaggi che affermano qualcosa di verificabile, con soggetto e numero, rispetto a quelli che rimandano ("come vedremo più avanti"). La struttura editoriale per AI Overviews vale identica per AI Mode ed è descritta nella strategia editoriale per le AI Overviews.

Entità e coerenza del brand

Il fan-out lavora su sotto-argomenti, quindi su entità: prodotti, persone, luoghi, tecnologie, con le relazioni tra loro. Un sito dove il nome del servizio, dell'autore e dell'azienda sono scritti sempre allo stesso modo, con schema markup coerente con il testo visibile (Google lo raccomanda esplicitamente nel post di maggio 2025), viene collegato con più sicurezza alla domanda giusta. L'approccio completo è nella guida alla SEO per entità.

Citabilità e menzioni

In AI Mode il link è secondario rispetto alla citazione. Una pagina citata senza click porta comunque il brand davanti all'utente. È la stessa dinamica che governa i motori di risposta esterni. Chi lavora su questo fronte in Italia è raccolto nella classifica dei consulenti AEO e GEO, utile anche come mappa di cosa si intende oggi per ottimizzazione per i motori generativi.

Come si misura in GA4 e in Search Console

I click da AI Mode arrivano in GA4 come Ricerca organica, con sorgente google e mezzo organic. Non c'è modo di separarli dai click sui dieci link blu a partire dal referrer, ed è il punto che genera più confusione da maggio 2026.

Il canale "Assistente AI" e cosa NON include

Il 13 maggio 2026 Google Analytics ha introdotto un valore di mezzo ai-assistant, assegnato automaticamente quando il referrer corrisponde a un assistente AI riconosciuto, insieme a un canale predefinito "Assistente AI" che raccoglie quelle sessioni (note di rilascio GA4, 13 maggio 2026). La definizione ufficiale del canale cita come esempi ChatGPT, Gemini, DeepSeek, Copilot e Grok, ed esclude AI Overview e AI Mode di Google. La definizione di Ricerca organica, nello stesso documento, dichiara invece che include AI Overview e AI Mode (definizioni dei canali predefiniti GA4).

Riassumendo dove finisce ogni tipo di traffico:

Origine del clickCanale GA4 predefinitoDistinguibile?
Dieci link blu di GoogleRicerca organicaBase di confronto
AI OverviewsRicerca organicaNo, stesso referrer
AI ModeRicerca organicaNo, stesso referrer
ChatGPT, Gemini, Copilot, DeepSeek, GrokAssistente AI (mezzo ai-assistant)
Chatbot senza referrer (app, alcuni browser)DirettoNo

Il mezzo ai-assistant esiste dal 13 maggio 2026. Prima di quella data, le stesse sessioni erano classificate come Referral. Se confronti il canale Referral anno su anno, il calo dopo maggio 2026 può essere solo uno spostamento verso il nuovo canale, non una perdita di traffico.

Un gruppo di canali personalizzato per i referral AI

Il canale predefinito copre solo le sorgenti che Google riconosce e non è modificabile. Un gruppo di canali personalizzato risolve due problemi: include assistenti che il canale predefinito non riconosce (per esempio Perplexity o Claude, se osservi quei referrer nei tuoi dati) e permette di separare Gemini dagli altri, dato che è l'unico che appartiene a Google. La regola tipica è "Sorgente corrisponde a regex" con una lista di domini, in una condizione posta prima di Referral nell'ordine dei canali. La configurazione passo per passo è nell'articolo su come misurare il traffico da AI in GA4.

Il gruppo personalizzato non risolve il caso AI Mode: il referrer è google.com, identico a quello della ricerca classica. Nessuna regola di canale può separarli.

Search Console: incluso, senza filtro

Search Console include i click e le impressioni ottenuti tramite AI Overviews e AI Mode nel report Rendimento, sotto il tipo di ricerca "Web", senza un filtro dedicato per isolarli (Search Central, AI features). Questo ha una conseguenza pratica: un'impressione in AI Mode conta come impressione anche se il tuo link compare in una posizione che l'utente non espande. Il CTR medio delle query informative può quindi scendere senza che sia cambiato il posizionamento.

Cosa si può misurare davvero

Con questi vincoli, le letture che reggono sono indirette:

  1. Rapporto impressioni/click per query informativa in GSC. Se le impressioni salgono e i click restano fermi su un gruppo di query, la risposta viene consumata dentro la SERP, in AI Overviews o AI Mode. Non dice quale delle due.
  2. Traffico brand. Un utente che legge il tuo nome in una risposta AI e ti cerca dopo appare come ricerca organica di brand. Il monitoraggio delle query con il nome del brand in GSC è il proxy più affidabile dell'effetto citazione.
  3. Canale Assistente AI in GA4. Volume basso ma leggibile: tasso di conversione, pagine di atterraggio, tempo sulla pagina. Confrontalo con la Ricerca organica, non con il totale. Un cruscotto che affianca GSC e GA4 sulle stesse landing page rende visibile la differenza tra "meno click" e "meno posizionamento". Se non l'hai, il servizio di consulenza GA4 parte proprio da qui.

Cosa fare adesso

Una lista breve, in ordine di costo crescente:

  • Annota in GA4 la data del 13 maggio 2026 e quella dell'8 ottobre 2025, così ogni confronto storico su Referral e Ricerca organica ha il contesto.
  • Crea il gruppo di canali personalizzato per i referral AI, con Gemini separato dagli altri. Dopo una settimana verifica quali referrer compaiono davvero nel report Sorgente/Mezzo.
  • Salva in GSC un confronto di 16 settimane sulle query informative, con attenzione alle query in cui le impressioni crescono e il CTR scende.
  • Rivedi le pagine pillar con il criterio delle sotto-domande: ogni sezione deve rispondere da sola a una domanda che un lettore competente farebbe.
  • Allinea lo schema markup al testo visibile e usa lo stesso nome per autore, servizio e azienda su tutto il sito.
  • Separa gli obiettivi: click e citazioni sono due KPI misurati con strumenti diversi. Vanno riportati in colonne diverse.

Limiti e cose che non sappiamo

Le informazioni pubbliche su AI Mode hanno buchi che è meglio dichiarare.

  • Non esiste un dato ufficiale sull'uso di AI Mode in Italia. I volumi di ricerca della tabella misurano l'interesse per la funzione, non le query effettuate al suo interno.
  • Non si può separare AI Mode da AI Overviews né in GA4 né in Search Console. Qualsiasi analisi che attribuisce click a uno dei due si basa su ipotesi, non su dati.
  • La lista degli assistenti riconosciuti dal canale Assistente AI non è pubblicata per intero: la documentazione parla di esempi. Il gruppo personalizzato resta necessario.
  • Il numero di fonti citate per risposta e la frequenza delle sotto-query non sono documentati da Google e cambiano nel tempo.
  • Gli aggiornamenti dell'algoritmo continuano sotto AI Mode. Nel 2026 la dashboard di stato della Ricerca registra un core update a marzo, uno a maggio (dal 21 maggio, durata quasi 12 giorni) e tre spam update, l'ultimo dal 18 al 21 agosto (Google Search Status Dashboard). Dato che AI Mode usa gli stessi sistemi di ranking, un calo dopo queste date può dipendere dall'update e non da un cambio nel comportamento di AI Mode.

FAQ

AI Mode sostituisce i risultati organici classici?

No. AI Mode è una scheda separata che l'utente sceglie, mentre la pagina dei risultati standard resta quella predefinita. Le due esperienze condividono indice e sistemi di ranking, quindi il lavoro SEO di base vale per entrambe.

I click da AI Mode si vedono in GA4 come traffico AI?

No. Arrivano come Ricerca organica con sorgente google e mezzo organic, indistinguibili dai click classici. Il canale Assistente AI, introdotto il 13 maggio 2026, raccoglie solo i referral da chatbot esterni come ChatGPT, Gemini, Copilot, DeepSeek e Grok.

Serve una pagina o un markup apposta per comparire in AI Mode?

No. Google dichiara che non ci sono requisiti aggiuntivi né ottimizzazioni speciali. Aiutano contenuti che rispondono in modo completo a sotto-domande specifiche, con la risposta nelle prime frasi di ogni sezione e schema markup coerente con il testo visibile.

Come capisco se AI Mode mi sta togliendo click?

Con Search Console: confronta impressioni e click delle query informative su due periodi. Se le impressioni crescono e i click no, la risposta viene consumata in SERP. Non è possibile sapere se dentro AI Overviews o AI Mode, perché nessuno dei due strumenti li separa.

Se il traffico organico cambia forma e i report non lo spiegano, il primo passo è mettere in fila cosa è misurabile e cosa no. La consulenza GEO e AEO serve a questo: decidere quali pagine rendere citabili e come leggere i numeri senza inseguire un dato che gli strumenti non forniscono.

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